Pesca responsabile

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Noi della cooperativa Mare Nostrum pratichiamo più che altro la pesca con le retine da posta, reti che mettiamo giù alla sera e ritiriamo la mattina. Decidiamo noi la maglia da usare: a me il pesciolino piccolo non interessa, quindi uso una rete con una maglia più larga, che prende solo il pesce delle dimensioni che so essere richieste dal mercato. Non come fanno molti, che pur di pescare grandi quantità di pesce usano reti dalla maglia stretta, e poi si trovano costretti a buttare via un sacco di pescato, o a rigettarli in mare quando sono ormai morti. Per questo motivo noi possiamo definirci la fascia più ecologica che c’è.

Uno dei metodi di pesca a maggior impatto ambientale è invece la pesca a strascico. Anche io avevo la barca adatta per questo tipo di pesca, ma non ho mai messo in acqua una rete a strascico, perché sono venuto a fare questo mestiere per passione e la passione mi porta ad amare il mare, a rispettarlo.
Nella prima fascia costiera entro le tre miglia la pesca a strascico è proibita, perché questa è una zona di nidificazione e di riproduzione, dove l’avannotto si sviluppa e poi prende il largo. Però specialmente le piccole imbarcazioni andando a largo non hanno tanta speranza di tornare con un pescato sufficente, perché non hanno caratteristiche tali da poter trainare grossi strascichi. Così infrangono la legge e pescano di notte, nelle zone protette, depauperando nidi, pescando anche pesci piccoli che poi non di interesse vengono rigettati a mare morti. Fortunatamente negli ultimi anni un terzo delle imbarcazioni a strascico in Italia si è ritirato, anche grazie a incentivi che sono stati dati per la demolizione.

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E ora purtroppo siamo arrivati a un punto in cui il nostro mare è fortemente massacrato. Massacrato anche a causa di imbarcazioni con motori sempre più potenti, che riescono a sfuggire ai controlli, in grado di trascinare reti con catene che raschiano il fondo arrivando a scavare il substrato. Hanno distrutto le melorie, i mattarelli, le piccole insorgenze calcaree… adesso è un piano. La cresta l’hanno buttata giù e hanno macinato tutto, distruggendo tutti gli habitat. Hanno distrutto anche la posidonia, dove il pesce nidifica e dove si nasconde vivendo allo stato embrionale e alcuni anche più a lungo…

Il vecchio pescatore, specialmente l’isolano, ha ancora una mentalità di mero sfruttamento del mare. Io mi ricordo che già prima che fossi pescatore di professione, quando andavo in mare da dilettante, ero solito rilasciare in mare qualche pesce, quando quello pescato era per noi più che sufficente, o quando veniva su qualche pesce ancora troppo piccolo. Una volta c’era con noi un vecchio pescatore siciliano che vedendomi fare questo per poco non mi da una bastonata in testa. Perché nella vecchia mentalità tutto quello che viene sulla barca è razziato, è sequestrato. E nonostante tutto ritengono che il mare sia inesauribile, ma non è così.

E in merito a questo c’è un’importante osservazione da fare. Da anni si parla del fatto che purtroppo l’inquinamento nel mondo aumenta, i sistemi di depurazione funzionano abbastanza bene però qualcosa scappa. L’inquinamento c’è, ma non è lui il peggior nemico del mare: nelle oasi delle riserve marine come le cinque terre, come l’arcipelago toscano, dove il guardianaggio e le autorità fanno il loro lavoro e nessuno può andare a pescare, i pesci si riproducono in abbondanza e sono addirittura costretti a migrare per sovrappopolazione. In queste zone l’inquinamento non è intervenuto?! Eppure è lo stesso mare! Vuol dire che lì i pesci vivono bene e si riproducono perché non può avvicinarsi il pescatore. L’inquinamento maggiore quindi è proprio lui, il pescatore.

Purtroppo i pesci non emettono suoni, non possono parlare… perché se potessero gridare la loro rabbia e la loro sofferenza, sono convinto che l’uomo starebbe molto più attento, e il pescatore in particolar modo.
Noi come cooperativa ci siamo fatti portatori di queste grida che, anche se non udite, stanno salendo dai fondali marini, e speriamo che i giovani che si avvicinano alla pesca vi si avvicinino col criterio moderno, col criterio giovane, nel rispetto del nostro mare.

Paolo, pescatore della cooperativa Mare Nostrum

MARE NOSTRUM SOC. COOP. A R.L.
1, Piazzale Don Sirio Politi – 55049 Viareggio (LU)
tel. 0584 350853

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