Segreto, sacro, scientifico, improbabile. Tutto il verde di Lucca.

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SEGRETO, SACRO, SCIENTIFICO, IMPROBABILE. TUTTO IL VERDE DI LUCCA.

Un itinerario verde, tra le mura di una città. Possibile se la città è questo antico borgo, romano, medievale e rinascimentale poi, che ancora conserva gelosamente fra le sue mura una numero impensato di verdi “locus amoenus”.
Un itinerario da percorrere in un silenzio un po’ contemplativo, un po’ curioso, la cui guida non può che essere Santa Zita, la piccola santa lucchese dei fiori, patrona delle domestiche e dei fornai.

s.frediano1La basilica di San Frediano, chiesa famosa per la ricchezza del decoro della facciata, un grande mosaico su fondo dorato che raffigura Cristo asceso al cielo, accompagnato da due angeli e i dodici apostoli. All’interno la chiesa racchiude però un’altrettanto importante tesoro: il corpo naturalmente mummificato di Santa Zita.
Zita era una ragazza di umili origini, nata a Monsagrati e mandata a lavorare a Lucca all’età di dodici anni al servizio di un’importante famiglia, i Fatinelli. Dedizione al lavoro e bontà d’animo erano le sue migliori caratteristiche, che si manifestavano con l’affetto e l’aiuto, anche materiale, che la santa offriva ai poveri. Un giorno, scoperta dal padrone mentre si stava recando a distribuire pane ai poveri, nascoste come sempre nel suo grande grembiule, le fu chiesto cosa portasse e lei rispose “fiori e fronde”. Quando dovette aprire il grembiule per mostrarne il contenuto ne uscirono fuori colorati mazzi di fiori ed erbi selvatici. Morì il 27 aprile 1278, giorno in cui se ne celebra la memoria.

Santa Zita è una santa molto cara ai lucchesi la cui devozione si risnnova ogni anno in occasione della data della sua morte, quando nella suggestiva piazza anfiteatro viene allestita una mostra mercato di fiori e la contigua piazza San Frediano diventa un coloratissimo giardino. In questi giorni di festa è d’obbligo assaggiare la tradizionale torta d’erbi, preparata con bietole ed erbe selvatiche di cui sono ricchi i campi e le colline circostanti la città a fine inverno, e di regalare agli amici un mazzolino di profumatissime giunchiglie, i fiori tradizionali di Santa Zita, che si possono raccogliere sulle colline, o acquistare al mercato dei fiori.

pozzoCalpestando il selciato che forse la Santa tante volte aveva percorso nella sua vita, da San Frediano ci si incammina a sinistra, fino a una via che riporta poi sull’affollata via Fillungo. È via Fontana, e qui si trova l’abitazione in cui Zita ha vissuto e lavorato per tutta la sua vita. Luogo nascosto alla vista dei più, perché situato in una delle tante stradine “secondarie” della città, dove non affacciano i negozi, dove i rumori dei passanti arrivano soffocati dalle vie vicine e si assapora la quiete.Vicino al portone del palazzo Fatinelli, incastonato nel muro, l’antico pozzo, dove anche la santa si recava ad attingere l’acqua per i suoi padroni e per i sui cari poveri. Il pozzo è sormontato da una edicola con un bassorilievo del XVII secolo che rappresenta l’ umile domestica nell’ atto di porgere acqua a un mendicante.

tersigni_minutoli2Di luoghi segreti a Lucca ne esistono moltissimi, e si possono scoprire solo se si resta un po’ “nell’ombra”, in quelle strade appunto meno battute, stando attenti a scorgere con discrezione i tesori che si celano dietro ad ogni cancello: piccoli giardini segreti, decori di grandi palazzi signorili, un lusso nello spazio compatto del centro storico di Lucca, visitabili solo nella seconda metà di Maggio, durante la giornata “giardini aperti”. Sempre accogliente è il piccolo giardino Minutoli-Tegrimi, di fronte all’ingresso di palazzo Orsetti, sede del comune di Lucca, in via del Loreto. Qui, nascosto da un alto muraglione che lo circonda su tre lati, e protetto sull’altro dai muri delle abitazioni, si trova questo piccolo angolo verde, visibile dalla strada solo grazie a tre finestre inferriate e al portone d’accesso. Qui, all’ombra di quattro alberi altissimi, si trovano cespugli di fiori, grandi vasi ben curati, un vecchio pozzo e un camminamento protetto da un pergolato di glicine che corre tutto intorno alle verdi aiuole. Quattro panchine permettono ai visitatori di fermarsi a contemplare questo spicchio di natura, in compagnia di un buon libro magari, e di timidi gatti di città che approfittano della quiete e si ritrovano qui a sonnecchiare.

giardino_pfanner1I giardini più grandi e ricchi della città appartenevano ovviamente alle residenze delle famiglie più influenti, la cui potenza si manifestava anche grazie alla cura dei propri spazi verdi. Lo scenografico giardino di palazzo Pfanner, di epoca barocca, visibile anche dalle Mura. Una grande vasca ottagonale, statue settecentesche, corridoi di siepi, boschetti di bamboo, pini secolari, e tanti fiori: peonie, ortensie, begonie, rose, gerani, antiche camelie e un’antica limonaia ben curata.
Il secondo giardino da non perdere è il grande parco di Villa Bottini, che si estende tutto intorno alla villa omonima ed è circondato da un alto muraglione di pietra su cui si aprono numerose finestre e tre portoni. Nella parte antistante la villa un ampio viale divide il prato in due aiuole con due fontane e ombreggiate da imponenti alberi. Dietro la villa il disegno si ripete tra grandi aiuole e alberi secolari, disposti attorno una grande vasca ottagonale. Nei mesi estivi il giardino ospita il cinema all’aperto: ogni sera si potranno così apprezzare pellicole d’autore nel fresco del parco.

chiostro_agoràParlando di giardini segreti non si può scordare che Lucca, la “città dalle 99 chiese”, era anche ricca di conventi e monasteri, raccolti attorno a chiostri e cortili, isolati e ben nascosti, per lo svago, la quiete e la riflessione dei religiosi.
Alcuni sono oggi visitabili, come il chiostro quattrocentesco dell’allora convento dei padri Serviti, che ora ospita la biblioteca civica “Agorà”, ed è un luogo di incontro per giovani e studenti. Anche l’ex monastero medievale San Micheletto racchiude al suo interno un grande giardino, circondato  dal porticato di quello che fu il convento dei frati, come anche il complesso di San Francesco, con la grande chiesa e il monastero dei francescani, tornato accessibile dopo un recente restauro e utilizzato per mostre, spettacoli, concerti, convegni. All’interno del complesso si può passeggiare nel silenzio dei tre silenziosi chiostri contigui, fino a raggiungere il grande spazio aperto dei nuovi giardini, con la moderna fontana con giochi d’acqua e uno spazio dedicato ai più piccoli.

giardino_botanicoDal “verde elegante” al “verde scientifico”, eccoci al fiore all’occhiello di questo  itinerario lucchese che è senza dubbio il giardino botanico, il più prezioso giardino di Lucca, anch’esso nascosto gelosamente tra le mura della città. Due ettari di colori, odori, suoni, che permettono di viaggiare per il mondo, grazie alle antiche collezioni provenienti da paesi lontani, e di scoprire i tesori ambientali lucchesi, grazie ai numerosi esemplari di flora locale di vari ambienti naturali ricostruiti sulla “montagnola” e nello “stagno”.
Qui la leggenda vuole che riposi il corpo di Lucida Mansi, nobildonna lucchese che vendette l’anima al diavolo in cambio della sua bellezza, e che nelle notti di luna piena sia ancora possibile scorgere sullo specchio d’acqua il riflesso del suo volto.

torre_guinigiLe ultime tappe di questo itinerario fra le vie della città sono due “verdi improbabili”, che si trovano appunto là dove non sono solite crescere piante, su due importanti simboli distintivi della città. La Torre Guinigi, la torre alberata, è una torre dell’epoca tardo medioevale sulla cui sommità fu realizzato un giardinetto pensile con aiuole e sette piante di leccio.

 

 

 

Mura_camminamentoLe Mura urbane, senz’altro il monumento più rappresentativo della città: un anello di quattro km, alto circa dodici metri, coronato dall’ombra delle chiome di alberi maestosi, alcuni più giovani altri secolari, intervallato da dieci ampi baluardi, veri e propri giardini sopra la città. Tigli, lecci, platani, querce, olmi, pioppi…Su ogni cortina è presente una famiglia di alberi diversa, nel rispetto della varietà. Passeggiate a piedi, in bicicletta, in risciò, in carrozza, di corsa, vi permetteranno di godere della quiete che regala questo “anello” verde, e potrete poi ammirare, da questa privilegiata prospettiva, altri degli inesauribili tesori che la città condivide solo con gli osservatori più attenti e curiosi.

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