Padule di Sesto

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OLYMPUS DIGITAL CAMERANella zona sud di Lucca, una piccola pianura alluvionale attraversata dal canale scolmatore “Rogio” è quanto rimane del lago di Sesto che fu, fino al XIX, il secondo lago della Toscana su cui si aggregavano le piccole attività economiche caratteristiche di pesca, caccia, raccolta e lavorazione delle piante acquatiche.
Dalla collina di San Ginese che ospita un piccolo borgo abbarbicato in posizione dominante il panorama si apre sul paesaggio della bonifica e dei campi coltivati.
La bonifica fu dettata da ragioni igieniche e di stabilità del territorio oltre al crescente bisogno di territori agricoli di una società in crescita. Il terreno sciolto e l’abbondanza di acque correnti hanno favorito la coltivazione di fagioli di varie qualità tra cui un noto cannellino che prende appunto il nome del paese.
Già nello Statuto di Compito del 1781 si parla di fagioli che venivano coltivati sul territorio compitese nelle prime propaggini collinari della piana di Lucca. Si privilegiavano principalmente le aree più fertili della piana in terreni di medio impasto, tendente al sabbioso e, in particolare, a Lucca e Capannori nei terreni vicini ai corsi d’acqua, dove veniva coltivato in consociazione con il mais.
Restano, di questo lago, le aree del Lago della Gherardesca nella parte occidentale del “padule”, ai piedi del monte Pisano all’interno di una zona di protezione lungo le rotte migratorie dell’avifauna, in particolare nel periodo invernale, quando vi svernano numerose specie di uccelli acquatici, e all’inizio della primavera, per la consistente presenza di contingenti migratori e l’oasi WWF del Bottaccio, un’area protetta ultimissimo lembo residuo dei boschi planiziali che un tempo circondavano il lago di Bientina.
L’area si presenta però di grande interesse non solo paesaggistico, ma anche storico e archeologico.
I lavori di bonifica hanno infatti gradualmente portato alla luce il passato più antico dell’area, già dedito all’agricoltura nell’area archeologica di Fossa Nera, che conserva consistenti resti di un’abitazione rurale di età romana, edificata nel II secolo a.C. e occupata fino all’età tardoantica, resti di un villaggio dell’età del Bronzo e di un abitato etrusco del V secolo a.C. Recentemente inoltre, è stato scoperto un secondo insediamento romano, edificato sempre nel II secolo a.C. sulla sponda opposta del fiume, e attualmente in corso d’indagine.

 

 

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