La campagna sotto il portico della cattedrale

Il portico della chiesa di san Martino ha ospitato nel tempo anche svariate attività commerciali: i cambia valuta si sistemavano qui per svolgere il loro lavoro, e ottenere rapida protezione in caso di emergenza, e spesso i mercanti allestivano qui sotto i banchi con le loro mercanzie. Sopra le loro teste, scolpiti sulla facciata interna ai lati del portone centrale, 12 personaggi altrettanto zelanti svolgevano il loro lavoro, lavoro da campagna, legato alla terra e al cibo, attività che tutt’oggi da vita al territorio, e fonte inesauribile di ricchezza per le tavole.

Cenci e chiacchiere di Carnevale

Per la loro tipica forma che ricorda un po’ dei pezzi di stoffa, di quelli con cui si fanno le maschere e i costumi per le festose sfilate, I cenci, o stracci, sono la versione toscana delle chiacchere, o frappe, tipici dolci preparati durante il periodo di Carnevale.
La primissima ricetta si narra che risalga ai tempi dei romani, che preparavano i “frictilia”, friggendo questi particolari dolcetti nel grasso del maiale.

La tradizione Carnevalesca arriva anche sulle vostre tavole a deliziare il fine pasto o le vostre merende! Ecco come fare:

Il farrotto di asparagi mantecato con lardo della Garfagnana dello chef Aurelio Barattini

Tra la fine dell'inverno e l'iniziodella primavera il Monte Pisano, offre germogli ed erbi* ottimi per insaporire la cucina quotidiana, e lo chef Barattini, ci offrono un piatto primaverile a base di asparagi selvatici. “L’idea di questo piatto e’ nata semplicemente stravolgendo l’idea il classico risotto.” dice Aurelio “Ho voluto tendenzialmente creare un “risotto di casa nostra” visto che i principali ingredienti utilizzati fanno parte del patrimonio culinario di Lucca.

Sport, gastronomia e tradizione. Il tiro della forma a Careggine

Il formaggio. È uno dei numerosi protagonisti del paniere lucchese, pecorino, caprino, di mucca… prodotti tipici, della tradizione. Viene prodotto per la maggior parte In Garfagnana e da qui commercializzato. Ma il suo impiego non si limita al suo consumo. Qui il formaggio è sport, sfida, scommessa, aggregazione. E non per quanto riguarda la sua preparazione, il suo consumo, la vendita… bensì… il lancio.

Puccini. Briciole e semiminime, tracce del grande Maestro

”Carissima mamma, […] avrei bisogno di una cosa ma ho paura a dirgliela, perchè capisco anch’io che Lei non può spendere. Ma stia a sentire, è roba da poco. Siccome ho una gran voglia di fagiuoli (anzi un giorno me li fecero ma non li potei mangiare a cagione dell’olio che qui è di sesamo o di lino!), dunque, dicevo… avrei bisogno di un po’ d’olio, ma di quello nuovo. La pregherei di mandarmene un popoino. Basta poco, l’ho promesso di farlo assaggiare anche a quelli di casa.

Un dolce pasquale: la Pasimata garfagnina

Il termine Pasimata ha due possibili derivazioni: dal latino pasimatum che significa “pane cotto sotto la cenere”, o dal bizantino pasimet “pane non lievitato”. È un pane pasquale tipico della Lucchesia, che ha diverse realizzazioni, a seconda della zona.
Come da tradizione viene preparato per la mattina di Pasqua e, insieme alle uova contenute in un panierino, viene portata alla messa della mattina, per ricevere la benedizione.